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CPC - Come sceglierlo

2020-04-04 19:12

Carmelo Greco

Google Ads,

CPC - Come sceglierlo

CPC basso non vuol dire per forza avere una qualità della pubblicità bassa. Ecco perchè.

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Quando si è all'inizio della propria attività online e si imposta una campagna pubblicitaria in Google, la scelta della strategia di offerta è molto importante. Tutto deve avere una logica.

Leggere parole come "campagna automatica" o "dinamica" può sembrare una scelta allettante, che per un principiante (o una persona che vuole scegliere di fare marketing "fai da te") è la via più rapida ed economica. In realtà, invece, non è così.

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Se stai lanciando la tua attività, le campagne di ricerca sono indubbiamente quelle che fanno per te, poichè servono, oltre che ad acquisire pubblico nuovo, a generare un feed, cioè una statistica del comportamento del pubblico nel tuo sito, analizzabile tramite Google Analytics. Sulla base di questa poi si va a migliorare la campagna attiva e a crearne di nuove.

Quando si imposta una campagna di ricerca, con obiettivo una conversione (ad esempio visita di almeno 5 pagine o permanenza nel sito almento 30 secondi), bisogna impostare un CPC, ossia un Costo per Clic. Questo elemento fondamentale andrà ad influire in maniera non indifferente sulle persone che entrano nel tuo sito in base al budget che hai impostato. Ad esempio:

Se hai impostato un budget di 10€ al giorno, con un CPC di 0.1€ (10 centesimi), potrai avere un massimo di 100 persone nel tuo sito. Il CPC non và scelto casualmente, ma anche automatizzarlo non ha i suoi vantaggi.

Il CPC automatizzato, in base all'esperienza maturata in questi anni di lavoro, è una scelta errata. Perchè?

Quando si effettua questa scelta e quindi si automatizza il CPC, Google tenderà ad esaurire il budget più velocemente, dando una qualità superiore ai tuoi annunci e piazzandoti tra i primi risultati di ricerca (in prima pagina, possibilmente in alto), ma mostrando il tuo annuncio a meno persone per una questione di "limitatezza" del budget. Una opzione del genere può essere vantaggiosa in diversi casi:

- Se il tuo negozio ha già un pubblico vasto nel web.

- Se hai segmentizzato il tuo pubblico.

- Se il tuo pubblico è molto piccolo in base al prodotto o servizio che offri, quindi hai una concorrenza bassa.

Se non rientri in questi canoni, la programmazione delle parole chiave ha un ruolo molto importante, poichè sulla base di dati statistici ti farà capire, indicativamente, che CPC dovrai impostare se vuoi avere maggiori possibilità di successo. Di questo ne parleremo in un altro articolo.

Quello che bisogna capire però è che, in base alla vastità del tuo potenziale pubblico, un CPC basso non vuol dire per forza avere una qualità della pubblicità bassa. Trovando infatti un punto di equilibrio con il CPC è possibile essere piazzati in seconda o terza pagina ma ottenere comunque ottimi risultati. Questo perchè gli acquirenti del web non sono tutti impulsivi.

I primi risultati di ricerca infatti sono destinati ai "big" del web, ma che non sempre propongono, ad esempio, prodotti e servizi che potresti proporre tu. Questa è la differenza che porta i visitatori più scrupolosi a non soffermarsi al primo risultato di ricerca, ma a visitare più pagine, confrontare prezzi, spingersi più in là con la ricerca e trovare te che, se offri un buon compromesso rispetto ad altri tuoi competitor, potresti acquisire più facilmente il visitatore e trasformarlo in cliente.

Così facendo tu hai abbassato questo costo, portato più visitatori sul tuo sito a parità di budget giornaliero e, secondo questa logica, hai un pubblico più predisposto a cercare, potenzialmente più interessato. Se ciò che fa la differenza è l'esclusività o il prezzo di ciò che offri, è fatta!

Per analizzare quale è il CPC ideale vi sono degli strumenti adeguati e una curva che ti fa capire quale può essere il compromesso tra prezzo e posizione che stai cercando, ma come detto ne parleremo in un altro momento, parlando di pianificazione delle parole chiave.

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